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Dolore in rosa

Tutto quello che c’è da sapere sulla fibromialgia

Conosciuta anche come sindrome fibromialgica o sindrome di Atlantela fibromialgia (FM) è una patologia reumatica extra-articolare, riconosciuta dall’OMS nel 1992 come patologia e caratterizzata non solo da diffuso dolore muscolo-scheletrico, ma anche da profondo affaticamento psico-fisico e da numerose altre manifestazioni cliniche a carico di vari organi e apparati.  E’ una patologia che sebbene complessa è considerata benigna, non è degenerativa né fatale.

In Italia ha un’incidenza fra il 2% e il 4% della popolazione e colpisce principalmente le donne in età fertile e lavorativa

La FM è una sindrome cronica caratterizzata da dolore diffuso, considerato cronico se ha una durata superiore a 3 mesi, che colpisce un numero significativo di persone in tutto il mondo e oltre 2 milioni di italiani di cui oltre l’80% sono donne.

La FM è una tipica patologia di genere.

LE CAUSE

La patogenesi della FM non è nota. Tra le varie ipotesi un ruolo chiave pare lo abbia l’infiammazione, la disbiosi intestinale e la neuroinfiammazione.

LA DIAGNOSI

Tale patologia può essere difficile da diagnosticare anche per la classe medica in quanto i suoi sintomi imitano quelli di altre malattie e non esistono test che confermino definitivamente la diagnosi. Di conseguenza, la fibromialgia viene spesso sottodiagnosticata o diagnosticata in ritardo.

La diagnosi è così complessa che in passato si è addirittura messa in dubbio la sua reale  esistenza come patologia.

 

La maggior parte delle volte la diagnosi avviene nella mezza età, ma può manifestarsi anche nell’età infantile. L’impatto negativo della FM è sociale, fisico ed economico ed è oramai più che ben documentato. Può essere così invalidante da ostacolare la capacità lavorativa. E’ dimostrato che la sua gravità si associa proporzionalmente a una minore produttività e ad un maggior assenteismo lavorativo.

I SINTOMI DELLA FIBROMIALGIA

I criteri diagnostici ACTTION-APS pubblicati nel 2018 evidenziano l’importanza del concetto di dolore diffuso. Sono stati peertanto elaborati i core diagnostic criteria per la fibromialgia, che sono:

 

  • dolore generalizzato
  • stanchezza cronica
  • disturbi del sonno

Il dolore si manifesta prevalentemente a carico di:

Collo

Spalle

Braccia

Schiena

Le tipiche espressioni dalla paziente fibromialgica sono:

“Mi fa male dappertuto!”

“Ho dolori continuamente in tutto il corpo!”

Il dolore si presenta come un dolore sordo e continuo. L’Associazione Internazionale per lo Studio del Dolore (IASP) ha definito un nuovo concetto per questo tipo di dolore: il dolore nociplastico, che ”deriva da un’alterazione della nocicezione (ovvero del complesso dei sistemi neurobiologici coinvolti nella percezione del dolore,) nonostante non vi sia una chiara evidenza di un danno reale ai tessuti, o una minaccia, che causi l’attivazione dei nocicettori periferici (ovvero recettori del dolore) o un’evidenza di malattia o lesione del sistema somatosensoriale che causa il dolore’. Il medico specialista prenderà in considerazione una diagnosi di fibromialgia se avrà constatato un dolore muscoloscheletrico in quattro delle cinque regioni di dolore che a livello internazionale nel 2016, sono state ritenute mandatarie per fare diagnosi di fibromialgia.

L’attuale diagnosi si concentra anche sulla gravità e sulle aree del dolore muscoloscheletrico. Ancora oggi, prima di ricevere una diagnosi, la paziente con FM consulta diversi specialisti come il neurologo, l’ortopedico, l’infettivologo, lo psichiatra ed infine  il reumatologo. Passano mesi o addirittura anni, e spesso si sente attribuire di essere una “malata immaginaria”. Sebbene le cause e i meccanismi fisiopatologici che determinano questa sindrome non siano ancora del tutto chiari, i criteri diagnostici invece sono ormai condivisi a livello internazionale.

Attualmente in Italia per la formulazione di una diagnosi di fibromialgia, sulla base delle linee di indirizzo della Regione Emilia Romagna, devono essere soddisfatti contemporaneamente 3 criteri:

  1. dolore diffuso in specifiche aree e regioni del corpo
  2. presenza di sintomi caratteristici (astenia, sonno non ristoratore, emicrania, dolore / crampi addominali, depressione) che compromettono la vita quotidiana
  3. durata della sintomatologia pari ad almeno 3 mesi

Altri  sintomi caratteristici, che si associano alla fibromialgia:

  • astenia o stanchezza (nota in inglese come fatigue)
  • difficoltà a dormire
  • sonno non ristoratore, ovvero dormire per lunghi periodi di tempo senza sentirsi riposati
  • mal di testa
  • difficoltà a concentrarsi o a prestare attenzione
  • occhi secchi
  • eruzione cutanea
  • prurito
  • dolore o dolore sordo nella parte inferiore dell’addome
  • problemi alla vescica, come la cistite interstiziale
  • ansia e depressione

Parte integrante della diagnosi resta comunque la diagnosi differenziale, cioè quel processo attraverso il quale lo specialista – in questo caso il reumatologo – esclude la presenza di patologie di diversa natura.

LA FIBROMIALGIA SI PUÒ TRATTARE?

Al momento non esiste ancora una cura specifica ed esclusiva per la fibromialgia.

Il medico specialista di riferimento principale è il reumatologo o il terapista del dolore (algologo), e l’approccio terapeutico più appropriato richiede la multidisciplinarità e la personalizzazione.

I pilastri su cui si basa sono:

Terapia farmacologica

Educazione e forma fisica (fitness)

Psicoterapia

L’ obiettivo della terapia è quello di portare alla riduzione dei sintomi, in particolare il dolore, e migliorare la qualità di vita della paziente che, deve essere parte attiva nel percorso  di autocura implementando anche cambiamenti nel proprio stile di vita.

LA TERAPIA FARMACOLOGICA

Premesso che non esiste ancora un farmaco in grado di guarire dalla FM, la terapia prescritta dal medico specialista potrà far ricorso principalmente a farmaci come antidolorifici, antiepilettici e antidepressivi.

 

  • Antidolorifici

Il dolore della fibromialgia può essere abbastanza fastidioso e continuo tale da interferire con la routine quotidiana. Riportare al proprio medico la presenza di tale sintomatologia è di estrema rilevanza al fine di poterlo ridurre e/o gestirlo.

Per il dolore lieve, un’opzione è quella di assumere antidolorifici con attività antifiammatoria variabile come ad esempio i FANS tra cui il ketoprofene, il paracetamolo, l’acidoacetilslicilico o l’ibuprofene.

Questi farmaci possono diminuire il dolore, ridurre il disagio e aiutare gestire meglio la patologia.  Inoltre, possono aiutare a migliorare la qualità del sonno alleviando il dolore.

Attualmente sono in corso due studi per la valutazione dell’efficacia dell’utilizzo del Naltrexone a basso dosaggio nelle donne affette da tale patologia: lo studio randomizzato di Fase II (studio FINAL) e lo studio di Fase III (studio INNOVA). I risultati degli studi saranno disponibili rispettivamente entro la fine del 2023 e nel 2025.

 

  • Antiepilettici

Sia il pregabalin, approvato negli Stati Uniti per il trattamento della FM,  sia il gabapentin agiscono contro il dolore, considerato il principale sintomo della malattia.

Attenzione! Entrambi i farmaci in Italia non sono approvati per tale patologia pertanto sono considerati farmaci off-label

Per uso di FARMACI OFF-LABEL, si intende che un farmaco approvato dalla autorità regolatorie europea e/o italiana (EMA e AIFA)  per uno scopo, viene utilizzato per un’altra indicazione terapeutica che non è ancora stata approvata.

  • Antidepressivi

L’azione analgesica (attraverso l’azione di tali farmaci sul Sistema Nervoso Centrale_ SNC) degli antidepressivi si è rivelata molto efficace.

Questi farmaci comprendono:

gli inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (duloxetina, milnacipram)

gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (paroxetina)

gli antidepressivi triciclici (amitriptilina).

Sono utilizzati principalmente per il dolore, per il rilassamento muscolare e per migliorare la qualità del sonno. Se poi alla FM si affianca anche una componente psicoaffettiva di un certo rilievo,  il loro effetto antidepressivo li rende i farmaci ideali.

Attenzione! Duloxetina e milnacipran sono anch’essi approvati negli Stati Uniti  contro la fibromialgia mentre in Italia sono considerati farmaci off-label

Tutti questi farmaci hanno anche vari effetti collaterali, alcuni seri, pertanto devono sempre essere assunti sotto il controllo del medico di fiducia

LA TERAPIA NON-FARMACOLOGICA

Alimentazione

Recentemente il ruolo dello stato nutrizionale e dei macro e micronutrienti è stato valutato nello sviluppo della fibromialgia. Una carenza di aminoacidi e vitamine, associata agli effetti nocivi dei metalli pesanti (come ad esempio, mercurio, cadmio e piombo), potrebbe essere la causa di fondo del dolore muscolare. Così come un deficit di specifici nutrienti essenziali può interferire nei meccanismi alla base del processo di inibizione del dolore, causando affaticamento e vari sintomi legati alla FM. Tra gli integratori che possono essere utili nel controllo dei sintomi il magnesio (che aiuta a migliorare nervosismo, ansia, rilassamento e disturbi del sonno), l’acetilcarnitina a cui recentemente si è aggiunto il palmitoiletanolamide, un derivato lipidico il cui effetto potenzialmente antiinfiammatorio ed analgesico potrebbe migliorare alcuni sintomi legati allo stato infiammatorio.

Le pazienti  dovrebbero correggere qualsiasi livello subottimale dei propri nutrienti essenziali seguendo un protocollo dietetico adeguato in quanto il raggiungimento ottimale dei micro e macronutrienti risulta importante per la modulazione del dolore.

Esercizio Fisico

Obiettivi prioritari del trattamento della fibromialgia sono l’allenamento e lo stiramento dei muscoli dolenti uniti all’incremento graduale del esercizio cardiovascolare (aerobico). Yoga, Tai Chi o altre attività aerobiche a basso impatto, si sono rivelate di grande valore migliorando il senso di benessere, l’aumento della resistenza muscolare con una concomitante diminuzione del dolore.

Avvalersi di un esperto in terapia fisica e  riabilitazione potrà aiutarti a stabilire uno specifico programma di esercizi per migliorare postura, flessibilità e forza muscolare

Psicoterapia

L’approccio psicologico che è risultato più efficace oltre ad essere il più studiato per il trattamento della fibromialgia è la terapia cognitivo-comportamentale. Essa si basa su una cooperazione attiva del paziente ed è volta all’apprendimento di tecniche che in seguito possono essere utilizzate autonomamente dalla paziente a lungo termine.

Nuovi trattamenti e approcci innovativi

  • Sono da segnalare la camera iperbarica, la neurostimolazione (stimolazione transcranica elettrica o magnetica) e l’ossigeno-ozonoterapia i cui studi recenti stanno dando risultati incoraggianti.
  • Il ruolo degli antiossidanti, la ketamina, la vitamina D e la terapia ormonale si stanno dimostrando promettenti nel ridurre i sintomi della FM tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche per ottimizzare il loro utilizzo.

In Italia è attiva l’ Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF) che riunisce pazienti, medici, familiari, amici, professionisti e volontari. La finalità  dell’AISF è la solidarietà sociale attraverso la promozione e lo sviluppo di progetti che rispondano, nell’ambito dell’assistenza sanitaria, ai bisogni delle donne e degli uomini con  fibromialgia. Hanno sezioni in tutta Italia e ci si può rivolgere per:

  • ricevere un valido aiuto e supporto
  • restare costantemente informati sulle novità scientifiche e non solo nell’area della FM.
  • poter scaricare l’opuscolo informativo sulla sindrome fibromialgica che potrà fornirti molte altre informazioni aggiuntive.
  • Giorgi V, et al. Clin Exp Rheumatol. 2023 Jun;41(6):1205-1213

  • Claudio Csillag. The Lancet, 1992; 340 (8820): 663-664

  • Casale R, et al. Pain Ther. 2021 Jun;10(1):287-314

  • Regione Emilia-Romagna Linee di Indirizzo per la diagnosi e il trattamento della Fibromialgia, 2018

  • Alorfi NM. Front Pharmacol. 2022 Sep 23;13:1017129

  • Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica https://sindromefibromialgica.it visitato il 3 Agosto 2023

  • Kundakci B, et al. Semin Arthritis Rheum. 2022 Dec; 57: 152101

  • George N, Tepper SJ. J Oral Facial Pain Headache. 2023 Winter;37(1):25-32

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