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Contraccezione la storia. Metodi bizzarri, antiche magie, e genialità

La storia della contraccezione è tanto lunga quanto quella dell’umanità stessa, con metodologie che si sono evolute da pratiche rudimentali, e spesso pericolose, a soluzioni moderne altamente efficaci e sicure. È da secoli uno dei temi più spinosi dell’umanità, nel cui dibattito sono stati coinvolti religiosi, filosofi, medici e in ultimo anche la società civile con le battaglie della seconda metà del Novecento, che hanno reso l’argomento un po’ meno tabù. Esploreremo il percorso storico dei metodi contraccettivi, evidenziando alcune delle pratiche più bizzarre e i veri colpi di genio che hanno segnato la storia di una vera e propria “rivoluzione”.

Il termine contraccezione si riferisce a tutti quei metodi utili a impedire l’incontro tra i gameti, maschile e femminile, ovvero che l’uovo fecondato entri nell’utero e, quindi, il processo di riproduzione dell’essere umano possa aver inizio.

Quarantotto secoli separano i segreti della antica medicina cinese da Gregory Pincus, e la sua prima sperimentazione condotta a scopo di contraccettivo ormonale. con la combinazione ormonale di noretinodrel e mestranolo

Antichità

Nel famoso “libro delle erbe”, scritto dal leggendario “Imperatore Rosso” Shen Nung, vissuto fra il 2838 e il 2698 a.C., tra i 365 rimedi citati ne figurano alcuni impiegati proprio per la contraccezione. Un ottimo antifecondativo orale era rappresentato da una piccola focaccia fatta con farina di grano, fagioli polygonum flaccidum e semi di albicocca. Sempre in questo libro di 4000 anni fa si ritrovava probabilmente la più antica ricetta per procurare un aborto, che era a base di mercurio cotto nell’ olio e poi bevuto.

Già ai tempi degli antichi egizi il tema era di grande importanza, tanto che una delle prime testimonianze sui metodi anticoncezionali si trova nel papiro di Ebers, del 1550 a.C. Sembra che la pratica preferita da Cleopatra fosse quella suggerita da Aristotele nella Historia animalium: olio di cedro, o unguento di piombo, o incenso e olio d’oliva spalmati sul collo dell’utero. Nella terra dei faraoni si provava ad evitare le gravidanze indesiderate in quattro modi:

  • con l’uso di pionieristici preservativi realizzati con un budello intestinale animale,
  • con la frapposizione tra il glande e l’organo riproduttivo femminile di un quadratino di tessuto, sovente anche lo stesso slip,
  • inserendo nella vagina della mollica di pane bagnata con dell’acacia, miele e datteri che fungeva, probabilmente da spermicida, e i cui effetti erano in grado di durare per due o tre anni,
  • con lo sterco di coccodrillo o elefante che, mescolato alla pasta fermentata, si cospargeva sulla vulva o si inseriva nelle vagine per bloccare lo sperma.

Nel mondo classico, Platone e Aristotele furono due grandi sostenitori della regolazione delle nascite. I Greci, guidati da figure come Ippocrate, sperimentarono sia l’olio di oliva che altri olii come spermicidi. I Romani, come racconta Plinio il vecchio, per evitare una gravidanza utilizzavano il silfio, pianta, oggi estinta, che faceva parte della famiglia del finocchio ed era originaria della Cirenaica. Metodo ancor più estremo era l’utilizzo del muschio bianco di cervo come barriera intrauterina, una pratica non solo inusuale ma anche rischiosa

Il muschio bianco non è una pianta ma deriva da un animale ovvero dalle ghiandole di un piccolo cervo muschiato (Moschus Moschiferus) originario dell’Asia centrale. Durante il periodo dell’accoppiamento, l’animale segna il territorio seminando delle palline di muschio che il cervo accumula in due borsette situate a livello inguinale. Il pregiato olio essenziale di “muschio bianco” prodotto dall’animale ha reso tale fragranza assai ricercata, pregiata e utilizzata fin dall’antichità sebbene, per estrarlo, si uccideva l’animale.

Altri metodi assai particolari ma senza alcuna base scientifica – erano quelli abbracciati delle popolazioni ebraiche che usavano ricoprire il pene con del catrame o intingerlo in una sorta di estratto di cipolla e poi utilizzavano delle spugne marine per risucchiare lo sperma scivolato nell’intimo della sventurata che intanto stava lì, inerme, ad assistere a tutto questo teatrino tutt’altro che sensuale.

Il preservativo antico

L’antenato degli attuali profilattici, in uso nell’antico Egitto, ma non solo, era il budello di animale. Introdotto millenni prima della venuta di Cristo, ha avuto una ampia diffusione a partire dall’età romana e per tutto il Medioevo. Il profilattico era ottenuto dall’intestino degli animali (agnello, capra o maiale) e “prima dell’uso” doveva essere ammorbidito in un liquido come il latte. A differenza degli attuali preservativi usa e getta, era riutilizzabile svariate volte dopo essere stato ben lavato. Altro dispositivo molto utilizzato nell’antichità era il pessario. Una sorta di “gomma” a forma di anello che veniva introdotta nella vagina in abbinamento a qualche sostanza acida, che favoriva l’annientamento dello sperma. Circa l’origine del nome si hanno poche certezze quello che si sa è che il termine ‘condum’ è stato scritto per la prima volta in una poesia nel 1706 e, in seguito, ‘condon’ è apparso in una rivista letteraria nel 1709. Per il resto del tempo, il preservativo è stato conosciuto con molti nomi diversi, come il fodero maschile, i guanti, l’armatura, il cappotto da equitazione inglese, la lettera francese e la macchina.

Nel II secolo d.C. il medico e ginecologo greco Sorano di Efeso consigliava alle donne di trattenere il respiro durante il sesso e starnutire subito dopo per espellere lo sperma e consigliava anche di saltare all’indietro sette volte.

Durante il Medioevo, la contraccezione era largamente scoraggiata in Europa a causa delle norme religiose dominanti. Tuttavia, venivano usate delle pratiche “sottobanco” che consistevano nell’utilizzo di erbe medicinali con proprietà contraccettive o abortive. Tali pratiche erano conosciute principalmente dalle donne dei villaggi.

In questo periodo, un rinnovato interesse per la scienza greco-romana portò a una maggiore sperimentazione, e documentazione, in materia di contraccezione. Il primo uso documentato di un preservativo in Europa risale al 1564 da parte dell’anatomista Falloppio (a lui si deve anche il nome dato alla parte dell’apparato femminile nota come “tube di Falloppio” o più semplicemente tube). Tra le nuove procedure anticoncezionali famosa è quella di Giacomo Casanova, ancora oggi considerato il più grande seduttore della storia. Famoso è il suo metodo del limone che, a suo dire, era infallibile. Casanova tagliava un limone a metà, estraeva il succo e inseriva la buccia a livello cervicale per impedire il concepimento.
Che intervenire in maniera diretta sull’apparato genitale femminile fosse una strada corretta si era capito da molti secoli, ma perché si riuscisse a raggiungere il risultato ottimale servirono ancora alcuni tentativi più o meno fortunati: come l’utilizzo di un ditale. La piccola campanella, usata per proteggere il dito di chi cuce, veniva spinta nella vagina per impedire agli spermatozoi di raggiungere l’ovulo.

Molti dei metodi sopra elencati sono durati poco tempo altri, invece, hanno subito modifiche e aggiornamenti con il passare dei secoli tra questi i lavaggi vaginali. Tale pratica è forse, tra i metodi per evitare una gravidanza, la più longeva. Forse è sopravvissuta ne secoli grazie all’inconsapevolezza di cosa fosse e cosa comportasse. La pratica ha resistito per gran parte del Novecento, prima che ci si rendesse conto della assoluta inutilità e dannosità. Cosa si utilizzava per mettere in pratica il lavaggio? Nell’ottocento acqua e mercurio, un metallo estremamente nocivo per la salute; nel Novecento acqua e Coca Cola.

L’idea che la Coca Cola fosse utile come spermicida nacque dagli esperimenti condotti della Harvard Medical School. I dottori Anderson, Hill e Umpierre mescolarono quattro diversi tipi di Coca Cola con lo sperma e scoprirono che la Diet Coke uccideva tutti gli spermatozoi in un minuto. I dati furono pubblicati sul NEJM nel 1985 ma successivi studi dimostrarono che l’effetto spermicida, della soda contenuta nella bevanda non era in realtà efficace come contraccettivo, piuttosto era la causa di irritazioni ed infezioni vaginali.

L’introduzione dei preservativi in pelle di agnello e poi in lattice rivoluzionò la contraccezione, offrendo protezione non solo contro la gravidanza ma anche contro le malattie sessualmente trasmissibili o MST. I profilattici a quel tempo, essendo costosi, erano molto popolari tra le classi benestanti. La classe operaia ebbe finalmente accesso al loro uso grazie alla scoperta della gomma vulcanizzata da parte di Charles Goodyear nel 1839. Il primo preservativo in gomma fu brevettato nel 1855 e questo segnò un importante punto di svolta nell’evoluzione dei preservativi. I nuovi preservativi in gomma erano più durevoli e affidabili dei loro predecessori. La scoperta di Goodyear rese il profilattico accessibile alle masse.

Con l’inizio del XX secolo si osserva una rapida diffusione del profilattico (condom) su scala mondiale, principalmente per impedire la trasmissione delle malattie sessualmente trasmesse o MST (come la gonorrea o la sifilide). Il primo profilattico in lattice viene prodotto nel 1929, rivoluzionando nuovamente il settore. I preservativi in lattice erano più economici, più resistenti e più flessibili della gomma.

È il 1960 quando, grazie al dottor Gregory Pincus arriva il maggior colpo di genio nella storia della contraccezione: la pillola anticoncezionale. La sua introduzione nel mercato ha rappresentato la vera rivoluzione dando finalmente alle donne un controllo senza precedenti sulla loro fertilità. Questo periodo ha anche visto lo sviluppo di dispositivi intrauterini o IUD (dall’inglese intrauterine device), iniezioni e impianti ormonali, che hanno ampliato ulteriormente le opzioni disponibili.

Preservativi femminili

Si ritiene che il primo preservativo femminile sia stato utilizzato oltre 2.000 anni fa nell’antica Grecia. Il re Minosse, come risultato di una maledizione, eiaculava serpenti e scorpioni, che uccidevano i suoi partner. Il suo medico ebbe allora l’idea di inserire, la vescica di una capra, nei suoi amanti, catturando così tutte le bestie velenose di Minosse prima che potessero fare danni. Anche se questa storia potrebbe non essere vera, ciò che è vero è che Marie Stopes, un’attivista per il controllo delle nascite del XX secolo e sostenitrice dell’eugenetica positiva, ha promosso lo sviluppo di uno dei primi preservativi femminili nel 1923. La dottoressa Stopes, fu una pioniera della pillola contraccettiva, era convinta che selezionare i neonati attraverso l’applicazione di metodi contraccettivi potesse impedire la nascita di figli “indesiderati”. La sua realizzazione era di gomma spessa, vulcanizzata con un bordo a spirale in acciaio. Essendo di gomma poteva essere lavato e riutilizzato. Il primo preservativo femminile moderno è del 1993 e fin dall’inizio ha sofferto di un problema di pubbliche relazioni. Le donne lo trovavano strano da guardare, difficile da inserire e temevano che durante l’uso potesse fare rumore come una sorta di fruscio). I media erano poco interessati ai suoi numerosi vantaggi e scelsero di ridicolizzarlo al pubblico tanto che ad un certo punto fu paragonato a “L’urlo” di Edvard Munch.

Marie Stopes fu l’autrice di due libri; il primo dal titolo Married Love e, il secondo Wise Parenthood: a Book for Married People. Entrambe le pubblicazioni ricevettero molta attenzione da parte del pubblico e stimolarono le lettrici a chiedere aiuto. L’ autrice decise di avviare una campagna per il controllo delle nascite che ad oggi la rendono una delle sue eredità più importanti che ci ha lasciato. Nel marzo 1921 fondò la sua prima clinica per il controllo delle nascite: la Mothers’ Clinic for Constructive Birth Control. La clinica aprì le sue porte a Marlborough Road a Holloway 61, una zona abitata dalla classe operaia di Londra.

La ricerca contemporanea nel campo della contraccezione continua a svilupparsi, con lo sviluppo di metodi ancora più sicuri, efficaci e meno invasivi. Contraccettivi orali a lunga durata d’azione e la ricerca su contraccettivi maschili, che promettono di rivoluzionare ulteriormente il panorama della contraccezione.

 

I metodi per contrastare le gravidanze indesiderate sono molti e tutti molto efficaci e sicuri. Il metodo contraccettivo meccanico più famoso resta ancora oggi il “preservativo” o “profilattico” o “condom”. In qualsiasi modo lo si chiami resta l’unico sistema che, pur mutando di forma e materiale è sopravvissuto ai millenni e ai cambiamenti della società. Grazie alla tecnologia e ai nuovi materiali (poliuretano o altri materiali sintetici) si è arrivati alla creazione di preservativi ultrasottili e ultraresistenti che offrono un maggiore piacere e affidabilità. Le nuove tecnologie hanno consentito di creare nuove consistenze, sapori e colori, fornendo una gamma più ampia di opzioni per soddisfare il consumatore e le preferenze individuali. Oltre ai progressi tecnologici, la storia dei preservativi è stata plasmata anche da fattori sociali e culturali. Nel XIX e all’inizio del XX secolo, l’uso diffuso dei preservativi era spesso visto come un tabù, ed erano fortemente regolamentati e limitati dalla legge in molti paesi. Oggi l’uso del preservativo è non solo ampiamente accettato ma assai incoraggiato essendo l’unico strumento, a parte l’astinenza sessuale, che protegge sia dalle malattie sessualmente trasmissibili (MST) che dalle gravidanze indesiderate.

 

Cosa ci aspetta domani? L’impegno nella ricerca di nuovi metodi contraccettivi oggi non è più portato avanti dalle grandi aziende farmaceutiche, piuttosto dalle startup, dalle organizzazioni no-profit o da singoli gruppi di scienziati. Ecco allora microchip in grado di rilasciare ormoni la cui efficacia contraccettiva durerebbe molti anni, rendendo praticamente impossibile la fecondazione; ma anche un gel in grado di anestetizzare gli spermatozoi giusto il tempo del rapporto sessuale. Tali metodi potrebbero sembra fantascientifici ma un domani potrebbero divenire la normalità e, far apparire la pillola contraccettiva o i profilattici ciò che per noi oggi sono gli impacchi di sterco di coccodrillo e miele degli antichi egizi.

La storia della contraccezione è una testimonianza della creatività e dell'ingegnosità umana, che ha visto momenti di geniale innovazione e altri di bizzarrie, fino a decisamente pericolose. Guardando al futuro, l'obiettivo rimane quello di migliorare e ampliare le opzioni contraccettive, migliorando la sicurezza, l'accessibilità e l'efficacia per tutti.

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