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Donne e lavoro: 10 punti di forza del sesso femminile in ambito aziendale

L’argomento “donne e lavoro” è molto vasto, complesso e delicato. Siamo in un secolo in cui, per fortuna, il sesso femminile si sta emancipando sempre di più. Le donne hanno conquistato, anno dopo anno, traguardi e diritti che fino a 50 anni fa sembravano quasi impensabili. Eppure, il percorso verso una reale uguaglianza dei sessi e delle pari opportunità continua a essere lungo e tortuoso.

Oggi, tuttavia, non desideriamo focalizzarci nel dettaglio su questo tema (di cui parliamo dettagliatamente in altre sedi). Partendo però dalla tematica del lavoro, vorremmo parlare di come le donne gestiscono quotidianamente il lavoro, specialmente in ambito aziendale, sfatando una serie di falsi miti. Tra questi, ad esempio, vi è la convinzione (spesso di retaggio maschilista) che le donne non siano in grado di eccellere in specifiche aree tecnico-scientifiche. Niente di più falso! Vediamo perché in questo articolo.

DONNE E LAVORO TRA STORIA, CULTURA E CAMBIAMENTI SOCIALI

Fino a un secolo fa, nel 1920, le donne rappresentavano circa il 20% della forza lavoro. È a partire dalla Seconda Guerra Mondiale e, poi, dal movimento femminista degli anni ’60 che le donne hanno iniziato a entrare nel mondo del lavoro in gran numero per cominciare a sostenere economicamente le loro famiglie.

La recente pandemia mondiale da COVID-19, purtroppo, ha influito molto negativamente sul panorama della forza lavoro, con un impatto sproporzionato sulle donne. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel 2021 le donne occupate sono circa 13 milioni in meno rispetto al 2019. Il numero di uomini occupati è invece rimasto pressoché invariato. Questa notizia è, già di per sé, spunto importante di riflessione.

Sotto altri aspetti, invece, il futuro sembra promettente bene per le donne, soprattutto grazie alla crescente opportunità di acquisire competenze digitali online. Molte accademie, enti e aziende hanno visto un tasso di crescita di iscrizioni, da parte di donne, a master e corsi di frequentazione online.

L’azienda di formazione digitale Coursera, ad esempio, ha recentemente pubblicato un rapporto dettagliato che riguarda donne e competenze aziendali. Il rapporto ha esaminato l’impatto della pandemia sulle aree di studio più scelte dalle donne e il modo in cui queste ultime utilizzano l’apprendimento online per prepararsi al futuro professionale.

Sono emerse ben 10 macro-aree per le quali si è registrato il maggior numero di iscrizioni da parte di studentesse in un periodo che va da luglio 2020 a giugno 2021. Si tratta di competenze che le donne di tutto il mondo considerano importanti per la propria carriera aziendale e/o per la propria crescita personale. Scopriamo insieme di quali competenze si tratta.

COMUNICAZIONE. È abbastanza comprovato, ormai, quanto le competenze comunicative siano fondamentali per chiunque e ovunque in ambito lavorativo.

In genere, la comunicazione implica parlare, scrivere, ascoltare o leggere, insieme a sfumature più sottili, come la lettura del linguaggio del corpo e l’empatia (comunicazione non verbale).

In un luogo di lavoro (ad ex. un’azienda) questo tipo di competenze è indispensabile per avere successo in determinati ruoli lavorativi. Non solo: una buona capacità di comunicazione è necessaria anche per costruire relazioni sane e proficue con manager, colleghi e clienti in diversi settori.

Fino a qualche decennio fa, si credeva erroneamente che questo tipo di abilità fosse principale appannaggio del sesso maschile. Oggi, invece, esistono sempre più prove a sostegno del fatto che le donne siano eccellenti comunicatrici, grazie alla loro innata empatia e sensibilità verso il prossimo.

La comunicazione si può definire come l’atto di trasferire informazioni, idee e dati tra un o o più individui, o da un gruppo di persone a un altro.

LEADERSHIP. I grandi leader realizzano una visione collettiva e motivano gli individui a impegnarsi al massimo per il bene dell’azienda, dell’organizzazione o del team di riferimento. Gestiscono i conflitti e prendono decisioni importanti su base quotidiana. Ogni figura manageriale che si rispetti ha personalità, un solido background e un appropriato stile di leadership. Guidare con l’influenza, piuttosto che con l’autorità, è un’importante abilità pratica da apprendere.

A livello globale, le donne occupano solo il 24% delle posizioni dirigenziali. Gli scenari di oggi, tuttavia, offrono opportunità concrete di miglioramento di questi numeri. Oggi l’obiettivo primario è quello di equiparare le donne nella forza lavoro e portare alla ribalta il loro talento, inclusa la loro indubbia capacità di leadership.

Non di rado, infatti, abbiamo visto in azienda donne con spiccate doti di leadership che si fiancheggiavano a forti capacità di mediazione e negoziazione: elementi cruciali e complementari per la gestione vincente di un team di persone.

CALCOLO PROBABILISTICO E STATISTICA. La probabilità viene definita come il rapporto fra il numero di casi favorevoli ed il numero di casi sfavorevoli nella determinazione di un possibile evento. La statistica riguarda, invece, la raccolta, l’interpretazione e l’analisi dei dati per risolvere determinati problemi. Entrambe queste discipline sono importanti nelle carriere di tipo aziendale e coinvolgono altre branche disciplinari come scienza, tecnologia, ingegneria e matematica (le cosiddette discipline STEM).

Secondo l’Associazione Americana delle Donne Universitarie (AAUW), le donne sono state per anni sistematicamente escluse dalle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) nel corso della loro formazione, per i seguenti motivi:

  1. stereotipi di genere
  2. presenza di un minor numero di modelli di ruolo nella cultura popolare
  3. La cosiddetta “ansia da matematica” (o matofobia) trasmessa dalle insegnanti donne alle proprie studentesse.

Le donne rappresentano solo il 28% della forza lavoro nel settore STEM, creando così un divario di genere in quelle aree lavorative in più rapida crescita e altamente remunerative, come l’informatica e l’ingegneria.

Fortunatamente, però, le cose stanno cambiando. Sempre più spesso, infatti, le donne scelgono queste aree disciplinari e intraprendono una carriera lavorativa aziendale perseguendo le loro passioni e ambizioni, oltrepassando quindi stereotipi, pregiudizi e altri impedimenti.

IMPRENDITORIALITÀ. L’imprenditorialità è l’atto di creare valore, di solito sviluppando un’idea in un’azienda che fornisca prodotti o servizi di utili al mercato e agli acquirenti. Gli imprenditori spesso si assumono rischi finanziari nell’intento di generare profitti. Per farlo, è necessario sapere come progettare, organizzare e gestire nuove imprese attraverso le fasi di lancio, crescita, finanziamento e redditività.

Secondo l’Annual Business Survey (ABS) Program del Census Bureau, nel 2018 le imprese a conduzione femminile rappresentavano solo il 20,9% del totale negli Stati Uniti. Questo numero è più alto secondo un rapporto di American Express, che cita quasi 13 milioni di imprese a conduzione femminile, ossia circa il 42% di tutte le aziende statunitensi. In ogni caso, oggi esistono opportunità più concrete le imprenditrici. Anche le donne hanno, quindi, la possibilità di esprimere meglio la loro capacità imprenditoriale.

PROGRAMMAZIONE E INFORMATICA. Le competenze di programmazione informatica sono molto richieste in quanto il lavoro odierno sta diventando sempre più digitale e automatizzato. I programmatori sono coloro che scrivono il codice che istruisce il funzionamento di computer, applicazioni e i software di un sistema operativo.

Come per molte altre carriere STEM, fino a tempi recenti il sesso femminile è stato sempre tendenzialmente scoraggiato ad avvicinarsi a questo tipo di lavoro. Le donne, infatti, ricoprono solo il 20% dei ruoli in ambito informatico. In compenso, il settore presenta uno dei divari retributivi più ridotti, con donne che guadagnano il 94% circa del compenso medio ricevuto dagli uomini. Oggi, più che mai rispetto al passato, le donne cercano di acquisire competenze di programmazione informatica per migliorare la propria carriera, avere maggiori sbocchi lavorativi e avere prospettive di guadagno maggiori. Andiamo quindi verso una direzione in cui questo lavoro verrà distribuito sempre più equamente su entrambi i sessi.

PSICOLOGIA AZIENDALE (PSICOLOGIA DEL LAVORO). La psicologia aziendale, o psicologia industriale-organizzativa, combina la psicologia umana con le applicazioni pratiche del business per migliorare la produttività, l’ambiente di lavoro e l’organizzazione. L’apprendimento della psicologia aziendale è utile per sviluppare reti e relazioni forti che possano aiutare a trovare e fornire lavoro, nonché a costruire team e comunità armoniose. Queste competenze sono importanti in quasi tutti gli aspetti della società, comprese le imprese, le start-up, gli ospedali, le organizzazioni non profit e i governi.

I team che presentano una diversità di genere, includendo anche le donne nel proprio organico, hanno il 21% in più di probabilità di generare profitti e il 27% in più di fornire un valore aggiunto. Ciò significa che le donne leader in azienda sono fondamentali per il successo in qualsiasi settore e industria.

ANALISI AZIENDALE. L’analisi aziendale è un modo per identificare le esigenze e le soluzioni aziendali. Ciò potrebbe includere cambiamenti organizzativi, pianificazione strategica, sviluppo di politiche e miglioramenti a processi, sistemi e strumenti.

Gli analisti aziendali svolgono un ruolo fondamentale nel prendere decisioni basate sui dati, sulla ricerca e sul pensiero strategico. Anche in questa specifica area il divario di genere risulta piuttosto marcato ma, piano piano, sta iniziando ad assottigliarsi.

ANALISI DEI DATI. L’analisi dei dati comporta la raccolta, l’analisi, la visualizzazione e la presentazione di dati con lo scopo di fornire preziosi strumenti nei processi decisionali aziendali. L’analista dei dati, sfrutta una serie di informazioni quantitative per risolvere i problemi e aiutare gli stakeholder di un’azienda a scegliere il piano d’azione migliore.

I big data stanno plasmando l’economia del futuro e, di conseguenza, le esperienze umane individuali. È importante che le donne siano incluse e ben rappresentate in questa importante transizione. Oggi, solo il 15% dei data scientist è composto da donne, quindi in tale ambito vi è ancora un enorme divario di genere da colmare! Formarsi nell’analisi dei dati ci porta a diventare figure altamente richieste, che avranno un grande impatto in ambito lavorativo. Ecco perché è giusto che anche le donne siano sempre più presenti in questa area tecnico-scientifica.

MACHINE LEARNING. L’apprendimento automatico o machine learning è lo studio e la creazione di algoritmi informatici che migliorano grazie all’esperienza e all’utilizzo dei dati. Considerato oggi parte dell’intelligenza artificiale (AI), il machine learning comprende competenze come la programmazione e l’analisi le quali, ad esempio, aiutano aziende come Spotify e Netflix a determinare le preferenze musicali e cinematografiche dell’utente nel tempo per offrire raccomandazioni personalizzate.

Il campo dell’AI, che comprende sia l’apprendimento automatico che l’apprendimento profondo (o deep learning), sta completamente rimodellando la società ma, secondo il World Economic Forum, le donne occupano solo il 26% delle posizioni in ambiti come i digital data e l’AI. Esiste un’enorme opportunità per le donne di prosperare in questo settore emergente e molto richiesto. Ci auguriamo dunque che, anche in ambiti come questo, si proceda verso una distribuzione sempre più equa delle opportunità lavorative.

MARKETING. Il marketing implica la ricerca, l’analisi e l’uso di materie come la psicologia e l’economia per comprendere le esigenze dei clienti e interessarli a un dato prodotto, servizio o brand. Il marketing può includere metodi moderni come l’influencer marketing, i social media, il marketing digitale e l’ottimizzazione dei motori di ricerca, nonché metodi più “tradizionali” come la pubblicità su carta stampata (brochure e depliant), i cartelloni pubblicitari (cartellonistica) e la televisione (spot).

Secondo un recente studio di Deloitte, nota azienda di consulenza, le donne rappresentano fino all’85% del potere decisionale di acquisto a livello nazionale, il che suggerisce che le aziende (e i loro profitti) traggono enorme vantaggio dall’inclusione di punti di vista femminili nei loro team.

conclusioni

Come abbiamo accennato all’inizio, la strada verso l’uguaglianza dei sessi e delle pari opportunità è ancora un work in progress. Le donne, ad oggi, hanno sicuramente raggiunto diversi obiettivi (anche in ambito lavorativo) considerati impensabili per il secolo scorso. È ovvio ribadire, però, che i risultati e i traguardi sociali e lavorativi da raggiungere per noi donne nella società. La buona notizia è che sicuramente ci stiamo muovendo nella giusta direzione!

Abbiamo anche constatato come le donne riescano a essere piuttosto trasversali nelle competenze che acquisiscono. Inoltre, le ricerche e gli studi presi in considerazione hanno sfatato falsi miti maschilisti e datati secondo cui la donna darebbe il suo meglio soltanto in ambiti disciplinari umanistici. È ampiamente comprovato, invece, che il sesso femminile possegga forti capacità tecnico-analitiche.

Ecco perché, ad oggi, rispetto a circa anni fa, la presenza delle donne nei contesti aziendali è considerata cruciale.

E tu, sei d’accordo? Scrivici la tua opinione nei commenti. Per noi è molto importante conoscere il tuo punto di vista!

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